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Justin Wong

La sezione dei risultati di un articolo di ricerca: cosa includere

Justin Wong

Capo della Crescita

Laureato con una Laurea in Business Globale e Arti Digitali, Minore in Imprenditorialità

La sezione dei risultati sembra apparentemente la più semplice da redigere. Si dispone dell'output, si incollano le tabelle e si descrive quanto accaduto. Tuttavia, può capitare che un revisore si domandi per quale motivo le percentuali siano prive di denominatore o perché un esito precedentemente misurato non compaia affatto nel testo.

Esaminiamo cinque errori comuni, ciascuno corredato dalla relativa soluzione metodologica. Tutti gli esempi sono stati elaborati appositamente per questa guida a scopo didattico.

<CTA title="Mantieni la coerenza tra i numeri del testo e delle tabelle" description="Redigi i tuoi risultati mantenendo le fonti e gli appunti nello stesso spazio di lavoro, così da garantire la perfetta corrispondenza tra i dati del testo e quelli delle tabelle." buttonLabel="Prova Jenni Gratis" link="https://app.jenni.ai/register" />

Cosa deve includere la sezione dei risultati di un articolo scientifico?

Questa sezione richiede la presentazione oggettiva e logica di quanto rilevato, escludendo qualsiasi interpretazione soggettiva. Ad esempio, l'affermazione "Il tasso di riammissione è sceso di 8,1 punti percentuali" rappresenta un risultato. Al contrario, l'asserzione "Questo dimostra l'efficacia dell'intervento del farmacista" appartiene alla sezione di discussione.

Le raccomandazioni dell'ICMJE Recommendations suggeriscono di presentare i risultati secondo una sequenza logica, ponendo in risalto i risultati più significativi e invitando a non affidarsi esclusivamente ai test di ipotesi statistica, i quali non descrivono adeguatamente la dimensione dell'effetto e la precisione della stima.

Errore 1. La percentuale priva di denominatore

Formulazione errata: Il gruppo di intervento ha mostrato un tasso di riammissione inferiore rispetto ai controlli (22,4% vs 30,5%).

Formulazione corretta: La riammissione si è verificata in 91 pazienti su 406 (22,4%) nel gruppo di intervento e in 124 su 406 (30,5%) nel gruppo di controllo, con una differenza di rischio pari a 8,1 punti percentuali (IC 95% da 2,1 a 14,1, p = .008).

L'ICMJE richiede che i dati numerici vengano riportati non solo come valori derivati (es. percentuali), ma anche indicando i numeri assoluti da cui sono stati calcolati. Per un lettore scientifico, infatti, è impossibile valutare un dato come il 22,4% senza sapere se si riferisce a 91 soggetti o a soli 9.

Errore 2. Attribuire tutto il peso scientifico al valore p

Il valore p non fornisce informazioni sull'ampiezza dell'effetto né sulla precisione della stima effettuata. La dichiarazione del 2016 dell'American Statistical Association stabilisce sei principi cardine, di cui tre particolarmente rilevanti in questa sede: i valori p non misurano la probabilità che l'ipotesi studiata sia vera, le conclusioni scientifiche non devono basarsi esclusivamente sul superamento di una soglia di significatività, e il valore p non esprime l'entità di un effetto.

È metodologicamente corretto riportare prima la stima, poi il relativo intervallo di confidenza e infine il valore p. Questo preciso ordine consente al lettore di focalizzarsi sull'intervallo, che contiene l'informazione scientifica più rilevante.

Dato da riportare

Formato corretto

Errore comune

Valore p esatto

p = .032

p = 0.032, o solo p < .05

Valore p estremamente ridotto

p < .001

p = .000

Correlazione

r(58) = .42, p = .001

r = 0.42, significativo

Intervallo di confidenza

95% CI [1.2, 3.8]

95% CI da 1.2 a 3.8 senza livello

Media e dispersione

M = 6.4, SD = 1.1

media 6.4 (1.1)

Test t

t(238) = 9.11, p < .001

t = 9.11, altamente significativo

Dimensione dell'effetto (effect size)

d = 1.18

un effetto ampio

La risorsa accademica Purdue OWL sintetizza efficacemente le due regole alla base di questi standard: riportare i valori p esatti a due o tre cifre decimali, ed evitare lo zero iniziale prima del punto decimale quando la statistica non può superare il valore di 1.

<ProTip title="🔢 Precisione dei dati:" description="Non riportare mai p = .000. I software statistici generano questo output quando il valore è inferiore alla loro sensibilità di visualizzazione, ma si tratta di un'imprecisione formale. Scrivi invece p < .001 per garantire il massimo rigore scientifico." />

Errore 3. L'esito che scompare misteriosamente

Riportare unicamente gli esiti che hanno raggiunto la significatività statistica costituisce una rendicontazione selettiva non etica. Oggi i revisori esaminano con crescente attenzione il protocollo dello studio o il registro dei trial per verificare l'eventuale omissione di variabili originariamente previste.

È doveroso citare ciascun esito misurato rispettando l'ordine stabilito nel protocollo, etichettando chiaramente come post-hoc le analisi non pianificate. Le linee guida CONSORT richiedono esplicitamente di riportare qualsiasi altra analisi effettuata (incluse analisi di sottogruppo e di sensibilità), distinguendo nettamente quelle pre-specificate da quelle esplorative.

Errore 4. Il testo che ripete integralmente la Tabella 1

L'ICMJE esorta gli autori a non duplicare nel testo i dati già fruibili all'interno delle tabelle, limitandosi a sintetizzare o evidenziare le osservazioni di maggiore rilievo clinico o scientifico. Descrivere analiticamente nel testo ogni singola caratteristica basale è la causa principale del raddoppio ingiustificato della lunghezza di un articolo.

È preferibile rimandare direttamente alla tabella. Una formula essenziale come "Le caratteristiche basali complete sono riportate nella Tabella 1" è scientificamente ineccepibile e assolve pienamente al compito informativo.

Tabella, figura o testo?

La European Association of Science Editors definisce una regola aurea estremamente chiara: si utilizzano le tabelle quando la precisione dei singoli valori numerici è fondamentale; si ricorre alle figure per mostrare confronti visivi o tendenze; si evita rigorosamente di presentare gli stessi identici dati in entrambe le modalità.

  • Tabella: ottimale quando il lettore ha la necessità di consultare valori specifici o per mostrare più variabili contemporaneamente.

  • Figura: preferibile quando l'andamento visivo o la distribuzione del dato è più informativa del singolo valore numerico.

  • Testo: ideale quando si hanno tre o meno dati numerici. Una tabella di sole due righe si traduce in genere più efficacemente in una singola frase.

Errore 5. L'uso di verbi interpretativi

Interpretazione soggettiva: ...dimostrando un chiaro beneficio della consulenza del farmacista. Anche gli accessi al pronto soccorso hanno mostrato un andamento favorevole.

Rendicontazione oggettiva: Gli accessi al pronto soccorso non hanno mostrato differenze significative tra i gruppi (18,2% vs 20,4%, differenza di rischio pari a 2,2 punti percentuali, IC 95% da -2,6 a 7,0).

Nella prima versione si riscontrano due criticità metodologiche: il verbo "dimostrare" implica un'interpretazione che appartiene alla sezione di discussione. Inoltre, l'espressione "andamento favorevole" nel caso di un dato statisticamente non significativo introduce una narrazione distorta (spin), un bias purtroppo comune ma facilmente evitabile.

<ProTip title="📊 Esposizione scientifica:" description="Analizza con attenzione i verbi presenti nei tuoi risultati. Se compaiono termini come dimostra, prova, conferma o suggerisce, valuta di spostare la frase nella discussione, sostituendola qui con l'esatto dato numerico oggettivo." />

L'incidenza degli errori nei risultati pubblicati

Uno studio pubblicato su Behavior Research Methods ha eseguito una verifica automatizzata sulla produzione scientifica di tre decenni nel campo della psicologia. Analizzando 30.717 articoli contenenti 258.105 valori p, è emerso che la metà dei contributi che facevano uso di test di significatività conteneva almeno un valore p incoerente con la statistica del test o con i relativi gradi di libertà. In un caso su otto si riscontravano discrepanze macroscopiche idonee ad alterare potenzialmente le conclusioni dello studio.

Questi dati non sono indice di dolo o frode scientifica, bensì il risultato di semplici sviste di trascrizione o di mancati aggiornamenti incrociati del testo. L'adozione di moderni strumenti di intelligenza artificiale a supporto della scrittura scientifica rappresenta una straordinaria opportunità per identificare e correggere istantaneamente queste incongruenze prima dell'invio alle riviste.

<ProTip title="🧮 Verifica metodologica:" description="Confronta i risultati scritti con il file di output originale riga per riga, evitando di affidarti alla memoria. Quasi tutte le incongruenze rilevate dai revisori traggono origine da semplici sviste di copia-incolla." />

Scrivere i risultati con il supporto di Jenni

Fornisci istruzioni dettagliate nel prompt. Indica l'oggetto dell'analisi e specifica la volontà di riportare le dimensioni dell'effetto con i relativi intervalli di confidenza, impostando fin da subito lo standard scientifico desiderato.

Seleziona lo stile di citazione. I corretti formati statistici e bibliografici verranno applicati in modo coerente e automatico.

Genera la struttura del testo. In questo modo potrai impostare la classica struttura IMRaD, garantendo che i dati rimangano saldamente nella sezione dei risultati e che le interpretazioni vengano reindirizzate alla discussione.

Successivamente, potrai sviluppare la stesura esito per esito: partendo dal primario, per poi passare ai secondari nell'ordine predefinito e infine ai sottogruppi. L'uso etico e consapevole degli assistenti di scrittura basati sull'intelligenza artificiale accelera questi passaggi e, grazie alle funzioni di controllo, aiuta a eliminare eventuali imperfezioni formali prima di giungere alla fase di revisione finale.

La verifica di coerenza

Un controllo sistematico di quindici minuti consente di prevenire efficacemente tutti e cinque gli errori descritti:

  • Ogni percentuale riportata nel testo è accompagnata dal rispettivo denominatore.

  • Ogni effetto stimato presenta il relativo intervallo di confidenza, compresi i risultati non significativi.

  • Ciascun esito menzionato nella sezione dei metodi trova corrispondenza e risposta nei risultati.

  • Nessun paragrafo si limita a ripetere passivamente tabelle già richiamate.

  • La prosa è puramente descrittiva ed esclude verbi di natura interpretativa.

  • Ogni valore numerico nel testo coincide esattamente con quello della tabella di origine.

<ProTip title="🚦 Ordine espositivo:" description="Presenta i risultati seguendo l'esatto ordine con cui gli esiti sono stati introdotti nella sezione dei metodi. Se il lettore è costretto a cercare il risultato primario all'interno del testo, la struttura necessita di una revisione, a prescindere dal valore degli altri dati rilevati." />

Lascia parlare i dati

Una sezione dei risultati di alta qualità è, per definizione, priva di intento persuasivo. Essa ha il compito di documentare oggettivamente i fatti clinici o sperimentali secondo il protocollo, con una precisione tale da consentire a un lettore critico di concordare con la validità dei dati anche qualora decidesse di interpretare diversamente la discussione. Questo rigore metodologico costituisce la base fondamentale per rendere la discussione solida e autorevole.

<CTA title="Verifica l'esposizione prima dei revisori" description="Sfrutta gli strumenti intelligenti di analisi testuale sulla tua bozza per individuare e correggere tempestivamente i punti in cui l'esposizione dei dati ha lasciato spazio a una narrazione soggettiva." buttonLabel="Valuta la mia bozza" link="https://jenni.ai/cfp-review" />

Per le fasi successive della scrittura scientifica, consulta la nostra guida su come redigere la sezione di discussione di un articolo scientifico e, per una sintesi efficace del tuo lavoro, i nostri consigli su come scrivere l'abstract per una conferenza. Se sei ancora nella fase iniziale di studio, redigere il testo a partire dalle tue fonti ti aiuterà a mantenere i dati sempre ancorati alla loro origine scientifica.

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